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Le informazioni fornite in queste pagine hanno esclusivamente finalità divulgative e non vanno in alcun modo intese allo scopo di indirizzare i pazienti verso un trattamento o un centro medico specifico.Non si tratta inoltre di informazioni esaustive. Queste, infatti, possono essere fornite solo dopo un'accurata visita medica perché è solo in questo modo che si può stabilire se una tecnica è indicata per risolvere uno specifico problema.
Le informazioni fornite rispecchiano generalmente l'opinione corrente del mondo scientifico. Eventuali opinioni personali sono scritte in corsivo grassetto.

  • Perchè farla
  • Perchè non farla
  • Come farla
  • Post intervento
  • Rischi
  • Costi

Ha lo scopo di ridurre le dimensioni di mammelle di volume eccessivo o sproporzionato (macromastia, giagantomastia) e di ridurre le conseguenze derivanti da tale eccessivo volume (dolore alle mammelle, alle spalle, al collo, ed alla porzione alta della colonna vertebrale, dolore o lesioni cutanee da spalline del reggiseno, irritazione, infiammazione ed iperpigmentazione del solco sottomammario o addirittura difficoltà a respirare in posizione prona).Tali sintomi possono in alcune situazioni essere molto modesti, tanto che l'indicazione all'intervento di riduzione è in questi casi esclusivamente estetica; in altre situazioni possono al contrario essere di tale entità da comportare un'interferenza così grave con le normali attività quotidiane da configurare una vera e propria indicazione terapeutica all'intervento.

È indicata quindi nei casi di:

Iperplasia/ipertrofia mammaria: le mammelle si sono sviluppate in maniera eccessiva sin dalla pubertà (iperplasia), o sono aumentate successivamente di volume a seguito ad esempio di una gravidanza o di un aumento generalizzato di peso o anche a seguito della menopausa (ipertrofia).

Asimmetrie di volume delle mammelle: le asimmetrie sono molto più frequenti di quanto non si possa pensare, anzi, si potrebbe paradossalmente dire che lievi asimmetrie sono … la norma. In particolare, proprio nei casi di aumentato volume mammario, le asimmetrie sono spesso particolarmente evidenti. In situazioni particolari, una mammella è di dimensioni normali o addirittura ridotte mentre l'altra si presenta abnormemente sviluppata. In casi in cui una mammella è pressoché non sviluppata (ipoplasia grave, aplasia, amastia), mentre l'altra mammella è ben sviluppata o lievemente abbondante, può essere proposto un intervento combinato su entrambe le mammelle con riduzione di quella più voluminosa ed aumento di quella non sviluppata per ottenere una migliore simmetria. Questi casi sono generalmente di soluzione piuttosto complessa.

Simmetrizzazione dopo mastectomia: la mastoplastica riduttiva può essere utile per ottenere un risultato esteticamente soddisfacente nella ricostruzione mammaria dopo mastectomia. Non è infatti possibile ricostruire in maniera credibile mammelle molto grandi con le tecniche attualmente disponibili. In questi casi si preferisce ridurre il volume della mammella sana mediante mastoplastica riduttiva, in modo da ottenere una simmetria adeguata con quella ricostruita.

Personalmente, tuttavia, preferisco sempre, se possibile e se gradito dalla paziente, cercare di non agire sulla mammella sana, se non strettamente necessario, cercando di adeguare il più possibile la mammella ricostruita a quella esistente.

Quando: la mastopessi dovrebbe essere eseguita solo dopo il completo sviluppo del seno; generalmente si consiglia di attendere almeno i 18 anni e comunque mai prima dei 14 anni. È molto importante tenere in adeguata considerazione la cosiddetta ipertrofia mammaria virginale, che si verifica in ragazze molto giovani. Trattare questo tipo di macromastia prima del tempo, ossia prima che si sia stabilizzata può provocare molti problemi: spesso, infatti, va incontro a regressione spontanea almeno parziale; in altri casi, si rischia di dover ripetere più volte l'intervento con un aumento significativo dei rischi di complicanze ischemiche.

Cicatrici: se non si accetta la presenza di cicatrici intorno o sotto la mammella non si deve sottoporsi ad una mastoplastica riduttiva. In qualche caso le cicatrici potranno essere particolarmente ben riuscite ed addirittura quasi invisibili. Nella maggior parte dei casi comunque le cicatrici saranno di aspetto più che accettabile e, molto spesso, in caso di cicatrici di scarsa qualità, si può intervenire correggendole. Ma non si deve assolutamente minimizzare a priori questo aspetto. Se si è ben consapevoli di ciò, probabilmente le cicatrici saranno molto meno sgradevoli.

Limitazioni postoperatorie: la mastoplastica riduttiva richiede parecchie medicazioni dopo l'intervento ed un periodo relativamente prolungato (variabile a seconda della tecnica adottata) nel corso del quale occorre limitare significativamente l'attività fisica e sportiva. Anche la guida dell'automobile, con o senza servosterzo, deve essere differita per almeno 15-20 giorni dopo l'intervento.

Personalmente preferisco consentire la doccia più tardi rispetto ad altri Colleghi, poiché, nella mia esperienza, la macerazione delle cicatrici ne peggiora significativamente il risultato. Se non si è disposti a rispettare un rigoroso programma postoperatorio è bene non sottoporsi a mastoplastica riduttiva.

Fumo, diabete, obesità: non sono controindicazioni assolute, ma possono comportare un aumento del rischio di necrosi o di perdita di sensibilità dell'areola e del capezzolo, nonché di scadente qualità delle cicatrici.

Ansia o gratificazione?: la controindicazione assoluta alla mastoplastica riduttiva quando non imposta da significativi problemi fisici, e più in generale alla chirurgia estetica è la mancanza di convinzione da parte della paziente. La chirurgia estetica agisce sempre indirettamente sulla sfera psicologica del paziente. In altri termini, funziona quando porta gratificazione. La paziente assume un nuovo aspetto e questo consente di raggiungere obiettivi di maggiore autostima. La paziente sta meglio con se stessa. Ma se le ansie ed i timori per l'intervento sono eccessivi e superano la gratificazione che il risultato conseguito può portare, allora qualsiasi effetto sarà vanificato. L'intervento estetico meglio riuscito è nullo o addirittura negativo se vissuto con ansia o turbamento. Se non si accetta di cambiare il proprio aspetto fisico, se si nutrono eccessivi ed immotivati timori per le conseguenze dell'intervento non se ne potrà mai trarre pieno giovamento. È fondamentale parlarne col chirurgo, esponendogli tutti i dubbi e le incertezze prima dell'intervento. In alcuni casi è consigliabile rinviare l'intervento o addirittura rinunciarvi.

Io e gli altri: un aspetto migliore può aiutare nei rapporti con gli altri, ma non è la soluzione a tutte le difficoltà. Non è sufficiente a risolvere le tensioni o ad ottenere successo. Può essere d'aiuto, certo, ma non si deve guardare all'intervento estetico come esclusivo strumento di miglioramento sociale. Ecco perché è importante porsi degli obiettivi precisi e realistici, da discutere con franchezza col chirurgo che potrà così valutare con voi con altrettanta franchezza le metodiche ed i risultati conseguibili nel vostro caso. E ricordate che l'intervento lo si fa prima di tutto per se stessi e non esclusivamente per fare piacere ad un altro!

Viene generalmente eseguita in anestesia generale ed ha una durata media di circa tre ore (variabile in funzione del grado di macromastia e della tecnica scelta).

Le mammelle molto voluminose presentano sempre, fisiologicamente, un certo grado di ptosi, ossia di discesa. Pertanto, un intervento di mastoplastica riduttiva comporta sempre anche una correzione di questo difetto, ossia una mastopessi. Le tecniche di mastoplastica riduttiva sono innumerevoli.

Sulla base del tipo di cicatrice risultante distinguiamo:

A cicatrice verticale: comportano una cicatrice circolare intorno all'areola ed una verticale dall'areola al solco sottomammario. Sono utili per piccole riduzioni di volume.

A cicatrice verticale allargata (a J, a L, ecc): simili alle verticali, presentano un allungamento trasversale più o meno ampio della cicatrice nel solco. Consentono medie riduzioni di volume.

A cicatrice a T invertita o ad ancora: comportano cicatrici periareolari, verticali ed orizzontali (più o meno estese) a livello del solco. Consentono riduzioni di volume anche molto importanti.

Altre classificazioni considerano la modalità di spostamento in alto dell'areola (lembo portante). Distinguiamo:

Tecniche a peduncolo superiore: indicate soprattutto per macromastie con ptosi (discesa) non estrema.

Tecniche a peduncolo inferiore: indicate solo per macromastie con ptosi estrema.

Tecniche a peduncolo centrale

Tecniche a doppio peduncolo verticale

Tecniche a peduncolo posteriore totale

Tecniche a peduncolo mediale

Ai fini di una divulgazione non ha alcun senso entrare eccessivamente nel dettaglio. Ogni tecnica possiede vantaggi e svantaggi che è più opportuno discutere caso per caso.

Il dolore postoperatorio è generalmente molto modesto e comunque ben controllato dagli analgesici. Quasi sempre è presente un certo grado di gonfiore subito dopo l'intervento e si riduce gradualmente fino a scomparire completamente in qualche mese. In questo periodo la cute può apparire tesa e lucida. Sono spesso presenti modeste ecchimosi intorno alle cicatrici che si risolvono in due o tre settimane.

Si deve prevedere una degenza di due o tre notti in Clinica. In ogni caso è consigliabile osservare il riposo nel corso delle prime due settimane.

Generalmente posiziono una fasciatura elastica che sostituisco col reggiseno dopo 48-72 ore.

Spesso sono necessarie ripetute medicazioni sino a guarigione completa delle cicatrici.

Generalmente consiglio di evitare la doccia per almeno 15-20 giorni. Successivamente, fino a completo consolidamento delle cicatrici, sconsiglio il bagno.

Occorre limitare significativamente l'attività fisica (evitare assolutamente di sollevare le braccia o sollevare pesi) e sportiva per alcune settimane ed indossare un reggiseno contenitivo di tipo sportivo giorno e notte per tre mesi. È indispensabile dormire in posizione supina per almeno 2 mesi.

Le attività sportive leggere (jogging, danza, joga) potranno essere riprese dopo non meno di 4 settimane, mentre per gli sport più intensi (sci, tennis, calcio, basket, vela, nuoto, pesca subacquea) sarà preferibile attendere per lo meno 8-10 settimane. La guida dell'automobile, le abituali attività domestiche e l'attività sessuale potranno essere riprese dopo 2-3 settimane, sempre comunque prestando attenzione alle cicatrici. Gravidanza ed allattamento subito dopo l'intervento possono compromettere significativamente i risultati.

Occorre evitare l'esposizione solare o ai raggi UV delle cicatrici in assoluto per almeno 3 mesi e, comunque, esporsi in seguito per 1 anno utilizzando sempre protezioni solari elevate.

Le complicanze della mastoplastica riduttiva sono generalmente rare e suscettibili di un trattamento efficace che non pregiudica l'esito finale.

Alterazioni delle cicatrici: in alcuni casi le cicatrici possono presentarsi arrossate o rilevate (ipertrofiche). Generalmente la risoluzione di questi difetti è spontanea. Talvolta le cicatrici possono essere allargate (diastasate) o rilevate ed estese al di là della ferita chirurgica (cheloidi). In questi casi può essere necessario un trattamento. Per le cicatrici diastasate è generalmente sufficiente una revisione, un intervento minore e può essere eseguito in anestesia locale, ambulatorialmente, dopo alcuni mesi. Il trattamento dei cheloidi è più complesso e non sempre efficace. I cheloidi sono tuttavia molto rari in questa sede se le cicatrici non si estendono alla zona sternale.

"Orecchie di cane": sono piccole protuberanze all'estremità delle cicatrici. Possono essere corrette efficacemente mediante un piccolo intervento in anestesia locale.

Asimmetrie: piuttosto frequenti, ma raramente evidenti.

Perdita di sensibilità del capezzolo: è generalmente temporanea solitamente si ripristina quasi completamente con il tempo (circa 6 mesi). In rare occasioni essa può essere permanente. È meno rara in caso di macromastie estreme (gigantomastia) o in caso di diabete o obesità.

Necrosi dell'areola e capezzolo: è piuttosto rara (0,5%). Più frequente nelle forti fumatrici, in caso di diabete o obesità e nelle gigantomastie (macromastie estreme). Rende necessaria la ricostruzione del capezzolo che va differita dopo completa stabilizzazione dei tessuti (anche alcuni mesi, se necessario).

Emorragie, ematomi, sieromi: possono richiedere l'apertura di una delle ferite. È comunque un evento decisamente raro. Generalmente, una volta risolto, non ha conseguenze.

Infezioni: si verificano molto raramente (0,5%) e generalmente rispondono bene a trattamento antibiotico.

Perdita della possibilità di allattare: vari studi hanno dimostrato che tale eventualità non è frequente.

È ovviamente difficile dare un'idea precisa dei costi connessi a questo tipo d'intervento. Tuttavia se ne possono schematizzare le componenti, in modo da farne comprendere l'entità. Essenzialmente occorre contemplare:

costo di degenza e operatoria: varia a seconda della struttura e della durata dell'intervento.

costo dell'équipe chirurgica (operatore, assistenti, anestesista): dipende essenzialmente dalla durata e, soprattutto, della complessità dell'intervento e, quindi, non è possibile determinarlo se non caso per caso.

costi successivi all'intervento: nella valutazione comparativa dei preventivi di spesa occorre considerare se le medicazioni ed i controlli successivi all'intervento siano compresi o meno nel prezzo. Questo può incidere anche in maniera significativa sui costi, poiché generalmente sono richieste parecchie medicazioni per ottenere un risultato soddisfacente. Altrettanto occorrerà valutare se eventuali ritocchi che si rendessero necessari per perfezionare il risultato siano da considerarsi a carico della paziente o se, al contrario, siano già contemplati in toto o in parte nel preventivo per l'intervento.

Generalmente effettuo preventivi omnicomprensivi, se non diversamente specificato.

   

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24/06/13
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