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Le informazioni fornite in queste pagine hanno esclusivamente finalità divulgative e non vanno in alcun modo intese allo scopo di indirizzare i pazienti verso un trattamento o un centro medico specifico.Non si tratta inoltre di informazioni esaustive. Queste, infatti, possono essere fornite solo dopo un'accurata visita medica perché è solo in questo modo che si può stabilire se una tecnica è indicata per risolvere uno specifico problema.
Le informazioni fornite rispecchiano generalmente l'opinione corrente del mondo scientifico. Eventuali opinioni personali sono scritte in corsivo grassetto.

  • Perchè farla
  • Perchè non farla
  • Come farla
  • Post intervento
  • Rischi
  • Costi

Ha lo scopo di correggere l'eccesso di tessuto adiposo e di pieghe cutanee nella parte centrale e bassa dell'addome, riportando in tensione la parete addominale e migliorando l'aspetto di un addome prominente o pendulo.

Le indicazioni all'addominoplastica sono pertanto:

Addome pendulo: tipicamente conseguente ad importante calo di peso, ma a volte anche a seguito di una o più gravidanze.

Rilassamento della parete addominale: il tono dei muscoli addominali si riduce e l'addome si allarga e protrude soprattutto nella porzione media.

Allontanamento dei muscoli dell'addome (diastasi dei muscoli retti): concorre a dare l'aspetto dell'addome prominente anche in assenza di eccesso adiposo. La dieta e l'esercizio fisico da soli non possono risolvere questo problema.

Smagliature: se collocate nella parte inferiore dell'addome o, in alcuni casi, nella porzione centrale, possono essere asportate insieme all'eccesso di cute. Le smagliature presenti sulla cute rimanente dell'addome verranno soltanto migliorate dalla distensione cutanea globale, ma non eliminate.

Alterazione dell'ombelico: rilassamento della cute al di sopra dell'ombelico con formazione di una plica simile ad un cappuccio. Deriva spesso dalle gravidanze. Può essere risolto mediante addominoplastica se sono concomitanti altri difetti della parete addominale. Se presente come difetto isolato, può essere trattato con un intervento più semplice e limitato al solo ombelico (asportazione di una semiluna di cute in eccesso).

Quando: l'addominoplastica può essere eseguita a qualsiasi età, ma, se si intende avere una gravidanza, è consigliabile rinviare l'intervento a dopo la gravidanza stessa per ottenere il massimo dei risultati. Anche in età avanzata, in presenza di condizioni generali buone, l'intervento può essere eseguito con tranquillità, anzi, la cute scarsamente elastica tipica dell'età avanzata si giova in maniera specifica di questo intervento. Altrettanto particolarmente efficace è dopo un importante calo ponderale (ad esempio dopo chirurgia dell'obesità).
Sono invece piuttosto critico sulla possibilità di eseguire l'addominoplastica in contemporanea con l'intervento di chirurgia bariatrica (riduzione dello stomaco, by-pass intestinale, diversione bilio-pancreatica, ecc). A parte l'aumento significativo di rischi operatori (chirurgici ed anestesiologici), è piuttosto difficile dosare adeguatamente la quantità di tessuti da asportare e pertanto i risultati sono, a mio avviso, quantomeno discutibili.

Eccesso di tessuto adiposo addominale senza eccesso di cute: l'addominoplastica non è l'intervento ideale in questi casi; in presenza di buona tonicità della cute addominale è consigliabile la semplice lipoaspirazione, generalmente più semplice e più efficace.

Presenza di cicatrici addominali: non costituisce genericamente una controindicazione assoluta, anzi, in alcuni casi si può associare la correzione della cicatrice stessa o la sua asportazione (ad esempio, in caso di cicatrici sopra il pube da chirurgia ginecologica o da parto cesareo); può tuttavia condizionare in alcuni casi la scelta del tipo di incisioni da effettuare. Ad esempio, la presenza di una cicatrice mediana verticale (dal pube all'ombelico o fino alla base del torace) rende necessario optare per un'addominoplastica verticale o combinata. In alcuni casi, la presenza di ampie e multiple cicatrici in aree critiche (ad esempio cicatrice sottocostale monolaterale molto estesa associata a cicatrice mediana verticale oppure cicatrice sottocostale bilaterale) soprattutto nei quadranti superiori (al di sopra dell'ombelico), può aumentare significativamente il rischio di necrosi del lembo addominale e rendere controindicato l'intervento. Le cicatrici da laparoscopia non sono generalmente problematiche, ma possono anch'esse aumentare il rischio di necrosi dei tessuti, soprattutto a livello ombelicale.

Accettazione delle cicatrici: se non si accetta la presenza di cicatrici nella parte bassa dell'addome al di sopra del pube e lateralmente ad esso sino alle estremità del bacino non si deve sottoporsi ad addominoplastica. In molti casi le cicatrici potranno essere particolarmente ben riuscite ed addirittura quasi invisibili . Nella maggior parte dei casi comunque le cicatrici saranno di aspetto più che accettabile e quasi sempre saranno comunque ben nascondibili anche con un bikini a vita piuttosto bassa. Molto spesso, in caso di cicatrici di scarsa qualità, si può comunque intervenire correggendole. Ma non si deve assolutamente minimizzare a priori questo aspetto. Se si è ben consapevoli di ciò, probabilmente le cicatrici saranno molto meno sgradevoli. Sarà presente inoltre una cicatrice intorno all'ombelico, che, tuttavia, generalmente è pressochè invisibile.In qualche caso può essere necessario associare una cicatrice verticale.

Limitazioni postoperatorie: l'addominoplastica richiede parecchie medicazioni dopo l'intervento ed un periodo relativamente prolungato nel corso del quale occorre limitare significativamente l'attività fisica e sportiva. Anche la guida dell'automobile, con o senza servosterzo, deve essere differita per almeno 15-20 giorni dopo l'intervento.

Personalmente preferisco consentire la doccia più tardi rispetto ad altri Colleghi, poiché, nella mia esperienza, la macerazione delle cicatrici ne peggiora significativamente il risultato. Se non si è disposti a rispettare un rigoroso programma postoperatorio è bene non sottoporsi ad addominoplastica.

Obesità (BMI>40): se le condizioni generali sono buone non costituisce una controindicazione assoluta. Tuttavia l'addominoplastica non è un intervento per perdere peso. La sua finalità è quella di correggere il rilassamento cutaneo. Pertanto sarebbe opportuno prima di tutto conseguire e stabilizzare una perdita di peso significativa.

Diabete, cardiopatie, malattie respiratorie severe, vasculopatie periferiche, malattia tromboembolica pregressa, alterazioni gravi della coagulazione: in alcuni casi possono costituire controindicazioni assolute. Vanno valutate caso per caso. Non nascondete mai al chirurgo ed all'anestesista le patologie di cui siete affetti al momento di pianificare l'intervento, anche se vi sembrano irrilevanti; altrettanto ricordatevi sempre di non nascondere mai l'assunzione di farmaci o prodotti di erboristeria, anche se apparentemente vi sembrano irrilevanti. Particolarmente rischioso è, ad esempio, non riferire l'assunzione della comune Aspirina.

Fumo: non è una controindicazione assoluta, ma può comportare un aumento del rischio di necrosi dell'ombelico, nonché di scadente qualità delle cicatrici. La sospensione del fumo per almeno 10-15 giorni prima dell'intervento può ridurre tale rischio aggiuntivo.

Ansia o gratificazione?: la controindicazione assoluta all'addominoplastica e più in generale alla chirurgia estetica è la mancanza di convinzione da parte della paziente. La chirurgia estetica agisce sempre indirettamente sulla sfera psicologica del paziente. In altri termini, funziona quando porta gratificazione. La paziente assume un nuovo aspetto e questo consente di raggiungere obiettivi di maggiore autostima. La paziente sta meglio con se stessa. Ma se le ansie ed i timori per l'intervento sono eccessivi e superano la gratificazione che il risultato conseguito può portare, allora qualsiasi effetto sarà vanificato. L'intervento estetico meglio riuscito è nullo o addirittura negativo se vissuto con ansia o turbamento. Se non si accetta di cambiare il proprio aspetto fisico, se si nutrono eccessivi ed immotivati timori per le conseguenze dell'intervento non se ne potrà mai trarre pieno giovamento. È fondamentale parlarne col chirurgo, esponendogli tutti i dubbi e le incertezze prima dell'intervento. In alcuni casi è consigliabile rinviare l'intervento o addirittura rinunciarvi.

Io e gli altri: un aspetto migliore può aiutare nei rapporti con gli altri, ma non è la soluzione a tutte le difficoltà. Non è sufficiente a risolvere le tensioni o ad ottenere successo. Può essere d'aiuto, certo, ma non si deve guardare all'intervento estetico come esclusivo strumento di miglioramento sociale. Ecco perché è importante porsi degli obiettivi precisi e realistici, da discutere con franchezza col chirurgo che potrà così valutare con voi con altrettanta franchezza le metodiche ed i risultati conseguibili nel vostro caso. E ricordate che l'intervento lo si fa prima di tutto per se stessi e non esclusivamente per fare piacere ad un altro!

Viene eseguita in anestesia generale ed ha una durata media di circa due-tre ore.
Spesso, ad un intervento di addominoplastica si associano altre procedure fra cui, tipicamente, la lipoaspirazione o la liposcultura.

Le fasi principali dell'intervento sono:

1. Incisione
Sulla base del tipo di incisione distinguiamo:

Addominoplastica trasversale: comporta una cicatrice trasversale nella pozione inferiore dell'addome subito al di sopra del pube e più o meno estesa lateralmente. Sono le cicatrici meno visibili e più facilmente occultabili sotto gli indumenti. Rappresenta la prima scelta.

Addominoplastica verticale: comporta una cicatrice verticale più o meno estesa in lunghezza. Trova indicazione in caso di cicatrici verticali mediane da precedenti interventi e quando l'eccesso di cute è modesto e prevalente nell'area intorno all'ombelico, mentre è presente un rilassamento muscolare o una divaricazione dei muscoli retti molto significativa. Non consente di correggere grandi rilassameti cutanei.

Addominoplastica combinata: comporta una cicatrice mediana verticale, più o meno estesa, ed una trasversale al di sopra del pube, anch'essa più o meno ampia. Trova indicazione in presenza di precedenti cicatrici verticali in associazione a lassità cutanea importante.

2. Disinserzione dell'ombelico
L'ombelico può essere completamente distaccato dalla cute circostante lasciandolo connesso all'organismo solo posteriormente per mantenerlo vitale. Questa fase è necessaria in tutti i casi in cui è necessario eseguire un ampio riposizionamento del lembo cutaneo con un'ampia asportazione di cute. Se non si disinserisse l'ombelico, questo verrebbe a trovarsi a fine intervento troppo in basso. Non viene eseguita la disinserzione dell'ombelico quando l'eccesso di cute molto modesto.

3. Lipoaspirazione/liposcultura
Se necessarie vengono eseguite in questa fase.

4. Scollamento
Consiste nel sollevare il piano costituito dalla cute e dal grasso sottocutaneo da quello muscolare sottostante. L'estensione dello scollamento in senso trasversale ed in senso longitudinale varia molto in funzione della quantità di cute da asportare. Si va da uno scollamento minimo di una decina di centimetri trasversalmente quando non vi è eccesso di cute, ma solo lassità muscolare sino ad uno scollamento esteso longitudinalmente dal pube sino alla base del torace e trasversalmente per tutta l'ampiezza dell'addome, per poter ridistribuire correttamente grandi rimozioni cutanee.
In base all'entità dello scollamento (e conseguentemente dell'asportazione di eccesso cutaneo) distinguiamo:

Mini-addominoplastica: comporta uno scollamento modesto, con una piccola resezione di cute, senza necessità di riposizionamento dell'ombelico.

Addominoplastica tradizionale: comporta ampio scollamento con ampia resezione di cute e riposizionamento dell'ombelico.

5. Plicature muscolari
Vengono eseguite quando vi è un importante rilassamento della parete addominale con perdita della normale conformazione trasversale (concavità dei fianchi) e/o antero-posteriore (la cosiddetta "pancetta").
In alcuni casi, in cui non vi è eccesso cutaneo, si può eseguire senza scollamenti estesi utilizzando strumenti endoscopici (addominoplastica endoscopica).
A seconda dei casi si eseguono:

Plicature dei muscoli retti lungo la linea mediana: rinforzano la porzione centrale dell'addome e migliorano l'aspetto dei fianchi.

Plicature dei muscoli larghi: varie tecniche per correggere soprattutto le parti laterali ed inferiori dell'addome.

6. Asportazione dell'eccesso di cute e di adipe
si rimuove l'eccesso cutaneo ed adiposo calibrando la resezione in modo da non causare eccessiva tensione sui lembi. In altre parole è importante non asportare troppa cute per evitare che la sutura sia eccessivamente sotto trazione o addirittura non vi sia sufficiente cute per eseguire la sutura stessa.

7. Riposizionamento dell'ombelico
quando è necessario, si individua la nuova collocazione dell'ombelico e si ricava un foro nel lembo di cute ed adipe in cui collocare l'ombelico.

8. Suture
Si risutura l'incisione principale (evitando l'eccessiva tensione) e l'ombelico.

Il dolore postoperatorio è generalmente modesto e comunque ben controllato dagli analgesici. Quasi sempre è presente un certo grado di gonfiore subito dopo l'intervento e si riduce gradualmente fino a scomparire completamente in qualche mese. In questo periodo la cute può apparire tesa e lucida. Sono spesso presenti modeste ecchimosi intorno alle cicatrici che si risolvono in due o tre settimane.

Si deve prevedere una degenza di due o tre notti in Clinica. In ogni caso è consigliabile osservare il riposo nel corso delle prime tre-quattro settimane.

Generalmente posiziono una fasciatura elastica rinforzata che rimuovo e sostituisco con altra più leggera dopo 48-72 ore.

Quando vengono eseguite ampie resezioni cutanee è necessario mantenere nei primi giorni una postura che non applichi trazione sulle suture, sia da sdraiati, sia nella deambulazione. La deambulazione viene concessa, con opportune cautele, dopo 24-48 ore.

Spesso sono necessarie ripetute medicazioni sino a guarigione completa delle cicatrici. Generalmente consiglio di evitare la doccia per almeno 15-20 giorni. Successivamente, fino a completo consolidamento delle cicatrici, sconsiglio il bagno.

Occorre limitare significativamente l'attività fisica e sportiva per alcune settimane ed indossare una ventriera elastica contenitiva giorno e notte per un mese. È indispensabile dormire in posizione supina per almeno 2 mesi.

Le attività sportive leggere (che non agiscono sugli addominali) potranno essere riprese dopo non meno di 4 settimane, mentre per gli sport più intensi (che agiscono sugli addominali) sarà preferibile attendere per lo meno 8-10 settimane. La guida dell'automobile, le abituali attività domestiche e l'attività sessuale potranno essere riprese dopo 2-3 settimane, sempre comunque prestando attenzione alle cicatrici. Una gravidanza subito dopo l'intervento può compromettere significativamente i risultati.

Occorre evitare l'esposizione solare o ai raggi UV delle cicatrici in assoluto per almeno 3 mesi e, comunque, esporsi in seguito per 1 anno utilizzando sempre protezioni solari elevate.

Le complicanze dell'aaddominoplastica sono generalmente rare e suscettibili di un trattamento efficace che non pregiudica l'esito finale.

Alterazioni delle cicatrici (4%) : in alcuni casi le cicatrici possono presentarsi arrossate o rilevate (ipertrofiche). Generalmente la risoluzione di questi difetti è spontanea. Talvolta le cicatrici possono essere allargate (diastasate) o rilevate ed estese al di là della ferita chirurgica (cheloidi). In questi casi può essere necessario un trattamento. Per le cicatrici diastasate è generalmente sufficiente una revisione, un intervento minore e può essere eseguito in anestesia locale, ambulatorialmente, dopo alcuni mesi. Il trattamento dei cheloidi è più complesso e non sempre efficace. I cheloidi sono tuttavia molto rari in questa sede se le cicatrici non si estendono alla zona sternale.

"Orecchie di cane": sono piccole protuberanze all'estremità delle cicatrici. Possono essere corrette efficacemente mediante un piccolo intervento in anestesia locale.

Necrosi dell'ombelico: è piuttosto rara. Più frequente nelle forti fumatrici, in caso di diabete o obesità e nei casi di addominoplastiche estreme con grandissime amplissime resezioni cutanee. Rende necessaria la ricostruzione dell'ombelico.

Necrosi parziale del lembo cutaneo: minime necrosi marginali in prossimità delle cicatrici, soprattutto in caso di grandi resezioni o nelle forti fumatrici, in caso di diabete od obesità, sono relativamente frequenti, ma generalmente non comportano particolari problemi e sono ben risolvibili con piccoli interventi correttivi.

Necrosi ampia o totale del lembo cutaneo: è un'evenienza rarissima, ma molto grave. Generalmente dipende da errori tecnici o infezioni. Sono relativamente più frequenti nelle forti fumatrici, in caso di diabete o obesità e nei casi di addominoplastiche estreme con grandissime amplissime resezioni cutanee.

Emorragie, ematomi, sieromi: possono richiedere l'apertura di una delle ferite. È comunque un evento decisamente infrequente (3%). Generalmente, una volta risolto, non ha conseguenze.

Infezioni: si verificano molto raramente e generalmente rispondono bene al trattamento antibiotico.

Embolia polmonare: è un evento rarissimo (0,02%). Va prevenuto correttamente anche tenendo conto della presenza di patologie a rischio (varici, malatte della coazulazione).

È ovviamente difficile dare un'idea precisa dei costi connessi a questo tipo d'intervento. Tuttavia se ne possono schematizzare le componenti, in modo da farne comprendere l'entità. Essenzialmente occorre contemplare:

costo di operatoria: varia a seconda della struttura e della durata dell'intervento.

costo dell'équipe chirurgica (operatore, assistenti, anestesista): dipende essenzialmente dalla durata e, soprattutto, della complessità dell'intervento e, quindi, non è possibile determinarlo se non caso per caso.

costi successivi all'intervento: nella valutazione comparativa dei preventivi di spesa occorre considerare se le medicazioni ed i controlli successivi all'intervento siano compresi o meno nel prezzo. Questo può incidere anche in maniera significativa sui costi. Altrettanto occorrerà valutare se eventuali ritocchi che si rendessero necessari per perfezionare il risultato siano da considerarsi a carico della paziente o se, al contrario, siano già contemplati in toto o in parte nel preventivo per l'intervento.

Generalmente effettuo preventivi omnicomprensivi, se non diversamente specificato.

   

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24/06/13
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